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La Notizia Giusta

Regole dell'intelligenza artificiale

L'Italia chiude i due decreti che applicano l'AI Act: chi vigila, cosa diventa reato, cosa un algoritmo non può decidere da solo

Il 4 agosto 2026 il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo due decreti legislativi che adeguano l'ordinamento italiano al regolamento europeo sull'intelligenza artificiale. Uno riguarda l'uso dei sistemi nelle attività di polizia e introduce un nuovo reato; l'altro distribuisce fra le autorità nazionali i compiti di notifica e vigilanza. Ai sistemi automatizzati viene vietato di decidere da soli su assunzioni e licenziamenti.

Redazione La Notizia Giusta · come è stato prodotto Pubblicato
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Illustrazione editoriale astratta: una bilancia geometrica il cui piatto sinistro regge un reticolo di piccoli quadrati e il destro un blocco pieno nero, sormontata da un arco di dodici stelle stilizzate ridotte a punti, su sfondo avorio con un accento cremisi.
Illustrazione generata con intelligenza artificiale: rappresentazione concettuale e astratta del rapporto fra norma europea e attuazione nazionale, non una fotografia reale del fatto.

Stato della verifica

Livello
RiportatoB — riportato e attribuito
Fonti consultate
3
Radici indipendenti
2
Fonte primaria
parziale — la pagina del Dipartimento per gli Affari Europei; il comunicato del Consiglio dei Ministri n. 185 non è stato raggiungibile
Fatti confermati
9
Dati riportati
8
Non confermato
0
Ultimo controllo
16 agosto 2026, 11:40

La fonte governativa che siamo riusciti a leggere è la pagina del Dipartimento per gli Affari Europei sulla seduta del 4 agosto: conferma i due decreti, il regolamento europeo di riferimento, le due autorità principali, il nuovo articolo del Codice penale e lo stanziamento da 100 milioni di euro. Il comunicato ufficiale del Consiglio dei Ministri n. 185 ha risposto con un errore in fase di verifica e non abbiamo potuto consultarlo. Gli altri elementi — la legge delega, il riparto delle competenze fra le autorità di settore, il quadro sanzionatorio, i limiti sulle decisioni automatizzate nel lavoro, il parere del Garante e il rinvio al regolamento (UE) 2026/1744 — vengono da due riviste specializzate che citano i testi: li attribuiamo esplicitamente e non li presentiamo come confermati dalla fonte governativa. Il numero dei due decreti non compare in nessuna delle fonti consultate, quindi non lo indichiamo.

In breve

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4 agosto 2026, in esame definitivo, due decreti legislativi che adeguano l'ordinamento italiano al regolamento (UE) 2024/1689 del 13 giugno 2024, il cosiddetto AI Act. Il primo riguarda l'impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia, il secondo l'assetto delle autorità nazionali competenti.

  • L'approvazione definitiva è del 4 agosto 2026 e riguarda due decreti legislativi di adeguamento al regolamento (UE) 2024/1689.
  • L'Agenzia per l'Italia digitale è indicata come autorità di notifica, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale come autorità di vigilanza del mercato.
  • Viene introdotto l'articolo 437-bis del Codice penale, che punisce l'omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi ad alto rischio.
  • L'identificazione biometrica in tempo reale è ammessa solo in casi eccezionali e previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria.
  • Secondo le riviste specializzate, un sistema automatizzato non può da solo determinare assunzione, licenziamento o provvedimenti disciplinari: in violazione, il licenziamento è nullo.
  • È previsto uno stanziamento di 100 milioni di euro per il contrasto dei rischi legati all'abuso delle piattaforme e delle reti sociali digitali.

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4 agosto 2026, in esame definitivo, due decreti legislativi che portano nell'ordinamento italiano il regolamento (UE) 2024/1689 del 13 giugno 2024, la norma europea sull'intelligenza artificiale nota come AI Act. Il regolamento è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri, ma lascia a ciascuno il compito di designare le proprie autorità e di stabilire il proprio apparato sanzionatorio: è esattamente questo che i due decreti fanno.

Chiarimento

Un regolamento europeo, a differenza di una direttiva, non ha bisogno di essere recepito: entra in vigore così com'è ed è vincolante in tutti gli Stati membri. Restano però pezzi che l'Europa non può stabilire al posto degli Stati: quale ufficio nazionale vigila, quale sanzione si applica, come si coordina la nuova disciplina con le leggi già esistenti. La legge nazionale non riscrive il regolamento, ne costruisce l'impalcatura amministrativa e penale. Per questo un decreto di adeguamento non aggiunge obblighi nuovi ai sistemi: dice chi controlla che quelli europei siano rispettati e cosa succede a chi non li rispetta.

Chi controlla che cosa

Dalla pagina del Dipartimento per gli Affari EuropeiIl secondo decreto disegna la governance nazionale: l'Agenzia per l'Italia digitale è l'autorità di notifica, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale è l'autorità di vigilanza del mercato. Il Garante per la protezione dei dati personali mantiene competenze specifiche.

Riportato da riviste specializzateSecondo le riviste specializzate che citano i testi, il riparto è più articolato: Banca d'Italia, Consob e IVASS vigilano sui sistemi ad alto rischio impiegati nei servizi finanziari, mentre al Garante per la protezione dei dati personali spettano i sistemi usati nel contrasto ai reati, nella gestione delle frontiere, nella giustizia e nei processi democratici.

Chiarimento

«Autorità di notifica» e «autorità di vigilanza del mercato» non sono sinonimi e il regolamento le tiene separate per una ragione. La prima si occupa di designare e sorvegliare gli organismi privati che certificano la conformità dei sistemi prima che arrivino sul mercato; la seconda controlla i sistemi una volta che sono in uso, e può ordinarne il ritiro. È la stessa architettura che l'Unione europea usa da decenni per i giocattoli, i dispositivi medici e i macchinari: un controllo a monte, uno a valle, e due soggetti distinti perché non si controllino da soli.

Il nuovo reato

Dalla pagina del Dipartimento per gli Affari EuropeiIl primo decreto, dedicato all'impiego dei sistemi di intelligenza artificiale nelle attività di polizia, introduce nel Codice penale l'articolo 437-bis, che punisce l'omessa adozione di misure di sicurezza nei sistemi ad alto rischio.

Riportato da riviste specializzateSempre secondo le riviste specializzate, lo stesso decreto impone la sorveglianza umana sull'uso dei sistemi da parte delle forze di polizia, ammette l'identificazione biometrica in tempo reale solo in casi eccezionali e previa autorizzazione dell'autorità giudiziaria, e limita il riconoscimento facciale a posteriori a banche dati specifiche, che devono essere cancellate alla scadenza dell'autorizzazione. Sul piano civile sono previsti l'accesso alla documentazione tecnica e una presunzione sul nesso di causa a favore di chi agisce in giudizio.

Chiarimento

La presunzione sul nesso di causa sposta un peso preciso. Di norma chi chiede un risarcimento deve dimostrare che il danno subito è stato provocato proprio da quel comportamento: con un sistema automatico complesso, di cui il danneggiato non conosce il funzionamento interno, quella prova è quasi impossibile da fornire. Se la legge presume il legame, tocca a chi ha impiegato il sistema dimostrare che il danno è arrivato da altro. Insieme al diritto di accedere alla documentazione tecnica, è il tentativo di riequilibrare una disparità di informazione che altrimenti renderebbe il diritto al risarcimento solo teorico.

Che cosa un algoritmo non può decidere da solo

Riportato da riviste specializzateSul lavoro, i sistemi automatizzati non possono da soli determinare l'assunzione, il licenziamento o l'adozione di provvedimenti disciplinari; in caso di violazione, il licenziamento è nullo. Nel parere reso il 30 luglio 2026 il Garante per la protezione dei dati personali, favorevole allo schema, aveva chiesto fra l'altro di estendere quel divieto anche alle valutazioni di rendimento, ai premi e agli avanzamenti di carriera, di riconoscergli il potere di adottare linee guida al pari delle altre autorità competenti sull'intelligenza artificiale, di essere coinvolto nella sperimentazione controllata prevista dal regolamento e di ricevere risorse adeguate.

Riportato da riviste specializzateSull'apparato sanzionatorio, il quadro è descritto come graduato e proporzionato, con massimi inferiori a quelli previsti dal regolamento europeo e con misure non soltanto pecuniarie. La decorrenza delle sanzioni è legata all'attivazione dei corrispondenti obblighi europei, secondo quanto previsto dal regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto Digital Omnibus. La legge delega indicata è l'articolo 24 della legge 23 settembre 2025, n. 132.

Dalla pagina del Dipartimento per gli Affari EuropeiFra le altre misure figura uno stanziamento di 100 milioni di euro destinato al contrasto dei rischi connessi all'abuso delle piattaforme e delle reti sociali digitali. Le riviste specializzate riferiscono inoltre di una formazione obbligatoria sull'intelligenza artificiale per insegnanti, magistrati e professionisti sanitari.

Perché è importante

  • Da questo momento in Italia esiste un indirizzo preciso a cui rivolgersi: l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale per la vigilanza sui sistemi in uso, l'Agenzia per l'Italia digitale per la parte di notifica, le autorità di settore per finanza, giustizia e dati personali.
  • Il divieto di decisioni puramente automatiche su assunzioni e licenziamenti tocca chiunque usi strumenti di selezione automatica del personale, non soltanto le grandi aziende tecnologiche.
  • Il nuovo articolo 437-bis sposta l'omessa sicurezza di un sistema ad alto rischio dal terreno della sanzione amministrativa a quello penale.
  • Le sanzioni non partono tutte insieme: la loro decorrenza è agganciata al calendario europeo, che nel frattempo è stato modificato.

Domande dirette

Quando sono stati approvati questi decreti?
Il 4 agosto 2026, in esame definitivo del Consiglio dei Ministri. Sono due decreti legislativi di adeguamento al regolamento (UE) 2024/1689 del 13 giugno 2024.
Chi vigila in Italia sui sistemi di intelligenza artificiale?
L'Agenzia per l'Italia digitale come autorità di notifica e l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale come autorità di vigilanza del mercato. Secondo le riviste specializzate, Banca d'Italia, Consob e IVASS si occupano dei sistemi ad alto rischio nei servizi finanziari, e il Garante per la protezione dei dati personali di quelli impiegati nel contrasto ai reati, alle frontiere, nella giustizia e nei processi democratici.
Un'azienda può licenziare qualcuno usando solo un algoritmo?
Secondo quanto riferito dalle riviste specializzate che citano i testi, no: un sistema automatizzato non può da solo determinare assunzione, licenziamento o provvedimenti disciplinari, e in violazione il licenziamento è nullo.

Fonti consultate

Le fonti indipendenti sono contate per radice: più testate che riprendono lo stesso comunicato valgono una fonte, non quattro.

Come è stato prodotto questo articolo

Un agente di ricerca ha raccolto le fonti elencate sopra leggendole per intero, un agente redattore ha scritto il testo a partire dai soli fatti così raccolti, un agente supervisore indipendente ha riletto le fonti primarie senza vedere il lavoro del redattore, e una serie di controlli automatici deterministici ha verificato le soglie di verifica, la coerenza dei dati e il vincolo per cui il livello approfondito può soltanto spiegare, mai aggiungere fatti. La pubblicazione è avvenuta sotto responsabilità editoriale umana.