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Mercati e tecnologia

Alphabet dichiara 551 milioni di azioni SpaceX: 94 miliardi da un investimento di 900 milioni del 2015

Nel modulo 13F riferito al trimestre chiuso il 30 giugno 2026 Alphabet dichiara 551.189.500 azioni SpaceX, valutate 94,18 miliardi di dollari a quella data: circa cento volte i 900 milioni investiti nel gennaio 2015. Il valore fotografa il 30 giugno, quando il titolo valeva più che a metà agosto, e 80 miliardi della posizione risultano soggetti a restrizioni di vendita.

Redazione La Notizia Giusta · come è stato prodotto Pubblicato
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Illustrazione editoriale astratta: un piccolo quadrato nero a sinistra collegato da una linea rossa ascendente a un grande rettangolo blu ardesia a destra, di cui una porzione è coperta da un reticolo che ne segnala il vincolo, su sfondo avorio.
Illustrazione generata con intelligenza artificiale: rappresentazione concettuale e astratta della crescita di valore della partecipazione, non una fotografia reale del fatto.

Stato della verifica

Livello
RiportatoB — riportato e attribuito
Fonti consultate
2
Radici indipendenti
1
Fonte primaria
citata ma non consultata — il deposito 13F presso la SEC non è stato raggiungibile in fase di verifica
Fatti confermati
0
Dati riportati
14
Non confermato
1
Ultimo controllo
16 agosto 2026, 10:20

La fonte primaria di questa notizia è un atto pubblico: il modulo 13F che Alphabet ha depositato presso la SEC il 6 agosto 2026. Non siamo però riusciti a consultarlo direttamente — l'archivio EDGAR non è risultato accessibile in fase di verifica — e i numeri qui riportati provengono dalle due testate che dichiarano di averlo letto. Per questo il livello resta B. Un dato lo segnaliamo come non confermato: la partecipazione di Alphabet in Anthropic, indicata intorno al 14% e a oltre 120 miliardi di valore, non può venire da un modulo 13F, che riguarda titoli quotati negli Stati Uniti; è una stima riportata, non un dato di bilancio. Il calcolo del controvalore ai prezzi di metà agosto è nostro e lo dichiariamo nel testo.

In breve

Nel modulo 13F depositato il 6 agosto 2026 e riferito al trimestre chiuso il 30 giugno, Alphabet dichiara di detenere 551.189.500 azioni di SpaceX, per un valore di 94,18 miliardi di dollari a quella data. L'investimento iniziale, secondo le fonti che hanno letto il documento, fu di circa 900 milioni di dollari nel gennaio 2015 per circa il 7,5% della società.

  • Il modulo 13F è stato depositato il 6 agosto 2026 e fotografa la situazione al 30 giugno 2026.
  • Alphabet dichiara 551.189.500 azioni SpaceX per 94,18 miliardi di dollari, pari al 95% del portafoglio dichiarato in quel modulo.
  • L'investimento iniziale risale al gennaio 2015: circa 900 milioni di dollari per circa il 7,5% della società.
  • Secondo il deposito, 80 miliardi della posizione sono soggetti a restrizioni di vendita di breve periodo e il resto resta vincolato fino al terzo trimestre 2027.
  • SpaceX si è quotata il 12 giugno 2026 a 135 dollari per azione; al 30 giugno il titolo chiudeva a 170,86 dollari e il 14 agosto valeva 141,29 dollari.

Alphabet ha depositato il 6 agosto 2026 il modulo 13F riferito al secondo trimestre dell'anno, chiuso il 30 giugno. Il documento, secondo le due testate che dichiarano di averlo letto, indica 551.189.500 azioni di SpaceX per un valore di 94,18 miliardi di dollari a quella data: il 95% del valore complessivo del portafoglio dichiarato in quel modulo.

Chiarimento

Il modulo 13F è la comunicazione trimestrale che negli Stati Uniti i grandi investitori istituzionali devono depositare presso l'autorità di vigilanza sui mercati. Ha due limiti che ne cambiano la lettura. Il primo: riguarda soltanto una lista definita di titoli quotati negli Stati Uniti, quindi non fotografa l'intero patrimonio finanziario di chi lo deposita. Il secondo: descrive la situazione all'ultimo giorno del trimestre e viene pubblicato settimane dopo, quindi è sempre una fotografia del passato, mai dello stato attuale.

Cento volte in undici anni, contati su una data precisa

Riportato dalle testate che citano il depositoL'investimento iniziale sarebbe stato di circa 900 milioni di dollari, effettuato nel gennaio 2015 per circa il 7,5% della società. Rispetto ai 94,18 miliardi dichiarati al 30 giugno 2026, il moltiplicatore è di circa cento volte. È la cifra che ha dato il titolo a quasi tutte le riprese di questa notizia.

Attenzione

Quel «cento volte» è calcolato sul valore del 30 giugno. SpaceX si è quotata il 12 giugno 2026 a 135 dollari per azione e al 30 giugno chiudeva a 170,86 dollari, ma il 14 agosto il titolo era a 141,29 dollari. Applicando quest'ultimo prezzo alle stesse 551.189.500 azioni, il controvalore scenderebbe intorno ai 78 miliardi di dollari: il calcolo è nostro, ricavato da due dati riportati dalle fonti, e serve solo a mostrare quanto la cifra dipenda dalla data scelta.

Una posizione che in gran parte non si può vendere

Riportato dalle testate che citano il depositoSempre secondo il deposito, 80 miliardi di dollari della posizione sono soggetti a restrizioni di vendita di breve periodo, e la parte restante resta vincolata fino al terzo trimestre del 2027. È un dettaglio che cambia il senso del numero principale: la valutazione è di mercato, la disponibilità no.

Chiarimento

Dopo una quotazione in borsa gli azionisti storici sono normalmente vincolati a non vendere per un periodo stabilito. La ragione è pratica: se chi possiede grandi pacchetti potesse liberarsene subito, l'offerta improvvisa di azioni schiaccerebbe il prezzo appena formato. Una partecipazione vincolata vale sul mercato quanto dice la quotazione, ma non è denaro che il proprietario possa incassare quando vuole: le due cose vengono spesso confuse quando si legge la cifra sui giornali.

Il resto del portafoglio

Riportato dalle testate che citano il depositoNello stesso modulo compaiono altre posizioni molto più piccole: 35.248.893 azioni di Planet Labs, 8.943.486 di AST SpaceMobile, 3.484.020 di CME Group e 1.960.784 di ARM Holdings. Sul fronte degli altri azionisti di SpaceX, riferiti al secondo trimestre 2026, vengono indicati Fidelity con 302,6 milioni di azioni, Gigafund con 171,8 milioni, Baillie Gifford con 51,4 milioni e BlackRock con 51 milioni; a Elon Musk viene attribuito il 48,4% della società.

Attenzione

Una delle due fonti riferisce anche che Alphabet detiene circa il 14% di Anthropic, per un valore superiore ai 120 miliardi di dollari a fronte di meno di 13 miliardi investiti. Anthropic non è quotata e non può comparire in un modulo 13F: quel numero è quindi una stima riportata, non un dato tratto dal deposito. Lo teniamo fuori dai fatti dell'articolo.

Perché è importante

  • Il documento trasforma in numero verificabile una partecipazione che finora era oggetto di stime: è un atto depositato presso l'autorità di vigilanza, non una valutazione di analisti.
  • La cifra che circola — cento volte l'investimento — è vera alla data del 30 giugno e già diversa a metà agosto: è una fotografia, non un saldo.
  • La quota vincolata alla vendita dice che la maggior parte di quel valore non è liquidabile prima del 2027.

Domande dirette

Quante azioni SpaceX detiene Alphabet?
Secondo il modulo 13F depositato il 6 agosto 2026, 551.189.500 azioni, valutate 94,18 miliardi di dollari al 30 giugno 2026, pari al 95% del portafoglio dichiarato in quel modulo.
Quei 94 miliardi sono il valore di oggi?
No: sono il valore al 30 giugno 2026, quando il titolo chiudeva a 170,86 dollari. Il 14 agosto lo stesso titolo era indicato a 141,29 dollari, quindi il controvalore attuale della posizione è sensibilmente più basso.
Alphabet può vendere questa partecipazione?
Non per intero e non subito. Secondo quanto riferito dal deposito, 80 miliardi di dollari sono soggetti a restrizioni di vendita di breve periodo e la parte restante resta vincolata fino al terzo trimestre del 2027.

Fonti consultate

Le fonti indipendenti sono contate per radice: più testate che riprendono lo stesso comunicato valgono una fonte, non quattro.

Come è stato prodotto questo articolo

Un agente di ricerca ha raccolto le fonti elencate sopra leggendole per intero, un agente redattore ha scritto il testo a partire dai soli fatti così raccolti, un agente supervisore indipendente ha riletto le fonti primarie senza vedere il lavoro del redattore, e una serie di controlli automatici deterministici ha verificato le soglie di verifica, la coerenza dei dati e il vincolo per cui il livello approfondito può soltanto spiegare, mai aggiungere fatti. La pubblicazione è avvenuta sotto responsabilità editoriale umana.